SIR SAFETY - Banca di Mantignana Perugia - Campionato Nazionale Serie A1 maschile di pallavolo

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- È Block Devils Mania in città. Tutto pazzi per una squadra che fa sognare. Andrea Giovi: “Si avverte qualcosa di speciale nell’aria, una gioia contagiosa. E questo noi in campo lo avvertiamo e ci fa dare qualcosa in più quando giochiamo”. Ecco subito il match di Osimo contro Macerata. Simone Buti: “Adesso bisogna essere bravi ad azzerare ancora una volta tutto, le mille emozioni di ieri sera e ricominciare da capo perché si apre un’altra storia”. Tutte le info sulla prevendita di gara 2 -
 
PERUGIA – È scoppiata la Block Devils Mania a Perugia! C’è una città impazzita per la Sir safety Banca di Mantignana. Una città che stamattina si è risvegliata in finale scudetto e che non vuole smettere di sognare.
 
Merito della fantastica banda del presidente Sirci. Che, non paga della già meravigliosa stagione, ha una fame, un cuore ed una voglia di vincere fuori dal normale. Che gioca una grande pallavolo, che ha grandi interpreti che si esaltano all’interno di un grande gruppo. Che ha un grande tecnico in panchina con un grande staff che lavora incessantemente a disposizione dei ragazzi. 
 
E che ha una tifoseria che stavolta definire grande è forse riduttivo. Perché l’esodo di ieri a Piacenza resterà negli annali, una di quelle giornate che ti fanno dire “io c’ero”. La marea perugina riversata sul PalaBanca che festeggia al termine della partita è un fotogramma dal quale non vorremmo mai staccarci. Ma bisogna farlo perché alle porte che qualcosa di ancora più grande. C’è la finalissima contro l’altra corazzata della pallavolo italiana, la Lube Macerata. Se sovvertire i pronostici sta diventando una caratteristica dei Block Devils, adesso c’è l’Everest da scalare. Un Everest sicuramente più riposato di Perugia (la Lube ha staccato il biglietto per la finale già da una decina di giorni) che i Block Devils cercheranno di salire passo dopo passo con le loro solite armi. Ben sapendo che in quel di Osimo troveranno ancora una volta il sostegno e l’apporto dei loro unici supporters.
 
In questo tourbillon di emozioni che solo i playoff sanno darti, è dunque necessario riordinare un po’ le idee. Partendo dalla gioia pazzesca di ieri sera. Da rivivere con le parole di due grandi protagonisti: Andrea Giovi e Simone Buti.
 
“Una grande gioia!”, parte il libero bianconero. “Siamo stati bravi nell’approccio fin dal primo punto. Eravamo convinti che ce la potevamo fare, una convinzione cresciuta nell’arco della serie. E ieri abbiamo visto che avevamo ragione. La partita è stata dura. Loro forse hanno accusato un po’ la stanchezza di una serie così lunga, però noi siamo stati solidi, decisi, di sostanza, aggressivi, abbiamo commesso davvero pochi errori e senza perdere mai lucidità. Anche nel quarto set, nonostante il vantaggio, eravamo in campo come se fossimo punto a punto. Bene tecnica e tattica, ma il cuore le voglia di vincere sono stati determinanti. E alla fine è stata grande festa!”.
 
“Ieri sera, quando è caduta l’ultima palla, mi è sembrato cadesse il mondo, tanta è stata l’emozione indescrivibile che ho provato!”, rincara la dose il centrale toscano. “Abbiamo giocato una grande gara, sempre sul pezzo, dimostrando di stare bene fisicamente e di meritare la vittoria e la finale. Credo che dopo gara 1 persa in modo anche netto a Piacenza, in pochi avrebbero scommesso su di noi. Ma siamo stati capaci di fare due grandi gare a Perugia con il nostro pubblico che è stato determinante. Quelle due partite forse hanno minato le loro sicurezze e soprattutto ci hanno dato la consapevolezza che potevamo farcela”. 
 
Già, il pubblico. La frase fatta parla di settimo uomo in campo. Di questi tempi a Perugia sembra esserci anche l’ottavo, il nono, il decimo…
 
“Che spettacolo!”, riprende il discorso Giovi. “Immaginavo che i nostri tifosi ci avrebbero seguito, ma non pensavo così tanti. Sono doppiamente contento perché, al di là della retorica, c’è un entusiasmo ed un clima in città che io non ho mai visto a Perugia. Si avverte qualcosa di speciale nell’aria, una gioia contagiosa. E questo noi in campo lo avvertiamo e ci fa dare qualcosa in più quando giochiamo”. 
 
“Stamattina per fare la spesa ci ho messo un’ora e mezzo”, sorride Buti. “Abbiamo dei tifosi spettacolari, ci hanno dato una mano incredibile anche ieri a Piacenza. Il minimo, ma davvero il minimo che possiamo fare è ringraziarli di cuore…”. 
 
Non vorremmo farlo, ma bisogna subito chiudere la pagina Piacenza. Perché è già ora di aprire quella, se possibile ancora più eccitante, chiamata Macerata. Giovedì parte una storica finale scudetto!
 
“Ci siamo goduti il momento - conclude Giovi - ed era anche giusto farlo dopo un traguardo così importante. Adesso però si torna con la testa al campo e come sempre ci proveremo. Sarà necessario continuare a giocare con questa intensità. Dobbiamo recuperare in fretta le energie, ma la testa è estremamente carica. È ovvio, l’avversario di fronte è fortissimo, sarà durissima giovedì e tutta la serie. Ma arrivati a questo punto ce la giochiamo, eccome!”.
 
 “È vero, non c’è tempo neanche di respirare che già inizia la finale”, fa eco “Cannibal”. “Adesso bisogna essere bravi ad azzerare ancora una volta tutto, le mille emozioni di ieri sera e ricominciare da capo perché si apre un’altra storia. Chiaramente Macerata sulla carta è favorita, è una squadra costruita per vincere. Noi abbiamo dimostrato di essere un gruppo grandissimo e unito e la serie con Piacenza ha dimostrato che può essere l’arma vincente. Credo che ora l’aspetto mentale sia fondamentale e noi venderemo cara la pelle. Siamo in finale e ci vogliamo provare!”.

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